SEZIONI NOTIZIE

Nel ricordo di Pietro Anastasi

di Antonio Bruno
Fonte: ilbianconero.com
Vedi letture
Foto

Se la memoria e gli affetti possiedono ancora un valore profondo, allora i giocatori della Juventus domani sera contro il Parma dovrebbero presentarsi in campo con il lutto al braccio. Un omaggio senza riserve ad un campione che fu protagonista di una precisa epoca d’oro bianconera.

Il medesimo pensiero dovrebbe animare la Federazione e Roberto Mancini, uomo e allenatore sensibile che spesso si lascia andare dove lo porta il cuore. Un tributo dovuto al giocatore azzurro che, con un suo gol su rovesciata, contribuì alla vittoria dell’Europeo dell’Italia di Valcareggi.

Se ne è andato Pietro Anastasi, a settantun anni appena, dopo aver chiesto a sua moglie Anna e ai suoi suoi figli di aiutarlo, tenendolo per mano, a compiere l’ultimo scatto da passeggero su questa Terra per poter raggiungere, senza ulteriori sofferenze fisiche e morali, l’infinito dell’eternità.

Una storia, quella di Pietruzzu, la quale è modellata nella creta del calcio ma che possiede i colori e le fragranze di tantissime altre cose. A cominciare dal profumo di mandarini e di arance che lui per sempre si portò addosso e dentro l’anima con orgoglio come segno distintivo della sua Sicilia.

Era il 1968, anno di svolta epocale per la nostra società e per il modo di pensare. Nelle sale cinematografiche, seppure fossero passate molte lune, resisteva ancora “Rocco e i suoi fratelli”, il capolavoro del maestro Luchino Visconti. Il manifesto dell’immigrazione di gente povera e onesta con le valigie che odoravano di caciotta e salame piccante.

Nel 1968 Pietro Anastasi, appena ventenne, approdava alla Juventus dove avrebbe preso il posto di De Paoli. Era la prima delle tante operazioni inclusive volute da Gianni Agnelli per tentare di abbattere, almeno nel calcio, la barriera definita da quel triste slogan “non si affitta ai meridionali”. Sarebbero seguite quelle di Furino e di Causìo.

Anastasi era più che meridionale. Raccontava: “Mi chiamavano ‘u turcu, il turco, e la mia pelle appena prendevo un po’ di sole diventava nera come quella di un africano”. Così, negli stadi del Nord, gli urlavano “tornatene a casa tua terrore”. E lui, ridendo felice, rispondeva: “Certo, sono un terrone. Orgogliosi e felice di esserlo. Ma parlo anche lombardo e soprattutto guadagno molto più di voi polentoni”. Fu il primo modello-vittima dell’intolleranza.

Ma fu anche il primo bomber che fece innamorare quasi visceralmente un’intera generazione di appassionati. Senza ostacoli di bandiera Con a fianco il giovanissimo Bettega, anche lui scuola Varese come Pietruzzu, per la gente rendeva il calcio la quintessenza della gioia e del divertimento quasi acrobatico. E quando Bettega si ammalò di tubercolosi provvide lui a sbrogliare la matassa a nome di tutti e due. Memorabili quei tre scudetti bianconeri.

Poi anche le storie più affascinanti hanno una fine. La sua, con la Juventus, terminò sotto la gestione di Carletto Parola e con un autentico ammutinamento di Anastasi costretto ad allenarsi da solo nel ritiro di Villar Perosa. Lo intervistai l’ultima volta proprio nella solitudine di quel luogo di montagna. Mi mostrò quanto fosse ferito e sanguinante dentro. Non riusciva a farsene una ragione plausibile.

Ci pensò quella volpe di Giampiero Boniperti. Spedì Anastasi all’Inter, dove non riuscì a ripetere le sue magie, e ingaggiò Roberto Boninsegna che tutti davano per “bollito” il quale divenne un punto fermo e fondamentale per i nuovi successi della squadra bianconera. Malgrado il trasferimento Pietro Anastasi rimase nei cuori del popolo bianconero. Aveva segnato un’ epoca. Aveva sigillato la Storia. Come aveva fatto Omar Sivori con quella appena precedente. Nessuno e niente potranno mai cancellare quelle pagine scritte da un terrone.


Altre notizie
Mercoledì 23 settembre 2020
22:02 Serie C Girone B Coppa Italia US Città di Pontedera 1 - 2
Martedì 22 settembre 2020
22:48 Calciomercato Gilli e Sportelli vestono l'amaranto 20:54 Volley / Basket / Discipline Sportive Varie L’ Under 12 del Tennis Giotto conquista le finali tricolori 18:42 Volley / Basket / Discipline Sportive Varie Ginnastica Petrarca, tre giornate per scoprire la ginnastica 14:48 Serie C Girone B Presentate alla stampa le nuove maglie da gioco della S.S. Arezzo
00:13 Volley / Basket / Discipline Sportive Varie Serie C Gold Toscana 2020/21, girone unico ma solo 4 andranno ai play off
Lunedì 21 settembre 2020
21:55 Prima Pagina Un nuovo defibrillatore per il PalaMecenate 20:55 Dilettanti Coppa Toscana di Eccellenza : Certaldo vs Poggibonsi 2 - 0 19:54 A Tu per Tu: L'intervista .. con Vincenzo D' Abbrunzo attaccante del Montagnano 18:55 Volley / Basket / Discipline Sportive Varie Il palazzetto del nuoto ospita il secondo Baby Acquatic’s Day 00:19 Calcio Femminile ACF Arezzo vs Pistoiese 3 - 0 00:01 Dilettanti Coppa Toscana di Prima Categoria : Rassina vs Capolona Quarata 1 – 0
Domenica 20 settembre 2020
16:05 Dilettanti Coppa Toscana Prima Categoria : Arezzo FA vs Tegoleto 1 – 2 11:16 Volley / Basket / Discipline Sportive Varie Un nuovo staff tecnico per il Ct Cortona Camucia 10:59 Dilettanti Coppa Toscana : Lucignano vs Cortona Camucia 0 – 1 09:53 Dilettanti Coppa Toscana Valdarno Fc vs Terranuova Traiana, l' anticipazioni di Francesco Pianigiani 00:42 A Tu per Tu: L'intervista .. con Giorgio Garozzo Allenatore Pol. Bucinese
Sabato 19 settembre 2020
09:19 Volley / Basket / Discipline Sportive Varie … con Serena Betti, Presidente ASD Basket Castelfiorentino
Venerdì 18 settembre 2020
22:36 A Tu per Tu: L'intervista ... con Roberto Nofri Capitano della Bucinese 21:39 Prima Pagina Quattro giornate di consulenze nutrizionali alla farmacia “Giotto”